[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1750742230093{margin-bottom: 100px !important;}” el_class=”content-row-width”]La Corte dei Conti Europea sottolinea come non si stia facendo abbastanza per combattere e invertire l’inesorabile processo di degradazione del suolo legato allo sfruttamento dei terreni e al cambiamento climatico. Riforestazione e agricoltura rigenerativa potrebbero dare un contributo decisivo. Mentre l’agricoltura intensiva stressa infatti i terreni attraverso procedimenti chimici e meccanici insostenibili, che a lungo andare rendono il suolo completamente sterile, l’approccio rigenerativo contribuisce alla ricostituzione dei cicli naturali migliorando la produttività e la qualità della vita di agricoltori e animali, con una ricaduta di benessere sulle comunità.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”100px”][vc_single_image image=”79718″ img_size=”full” alignment=”center” css=”” el_class=”content-row-width”][vc_column_text css=”.vc_custom_1750742258572{margin-top: 10px !important;}” el_class=”content-row-width” el_id=”image-caption”]© Villa Fortuna Agricoltura Sperimentale[/vc_column_text][vc_empty_space height=”100px”][vc_column_text css=”.vc_custom_1750742340252{margin-top: 100px !important;margin-bottom: 100px !important;}” el_class=”content-row-width”]Ne è testimone e testimonial Daniele Cesano, ingegnere piemontese radicato in Brasile. Qui ha messo a punto il suo Modulo Agroclimatico Intelligente e Sostenibile, un approccio sintropico capace di dare resilienza e restituire fertilità ai terreni coltivati e/o impiegati per l’allevamento.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”100px”][vc_single_image image=”80502″ img_size=”full” alignment=”center” css=”” el_class=”content-row-width”][vc_empty_space height=”120px”][vc_column_text css=”.vc_custom_1750742404652{margin-top: 100px !important;margin-bottom: 100px !important;}” el_class=”content-row-width”]«Negli ultimi cento anni l’agricoltura ha sempre estratto più di quanto abbia restituito e con deforestazione e monoculture, ha minato alla base i cicli naturali – spiega Cesano. Oggi i processi sintropici ci aiutano a riportare questi cicli a un livello di energia ottimale in modo da garantire la rigenerazione del suolo e il suo ritorno alla produttività». Il tutto, secondo le leggi stabilite da madre natura.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”120px”][vc_single_image image=”80504″ img_size=”full” alignment=”center” css=”” el_id=”medium-width”][vc_column_text css=”.vc_custom_1750742514739{margin-top: 10px !important;}” el_id=”medium-width” el_class=”image-caption”]Ph © Daniele Cesano[/vc_column_text][vc_empty_space height=”100px”][vc_custom_heading text=”Come? Il principio di base sta nella collaboratività tra specie.” font_container=”tag:h2|font_size:34px|text_align:center|color:%23FCB900″ google_fonts=”font_family:Josefin%20Slab%3A100%2C100italic%2C300%2C300italic%2Cregular%2Citalic%2C600%2C600italic%2C700%2C700italic|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal” css=”.vc_custom_1779702914863{margin-top: 100px !important;margin-bottom: 100px !important;}” el_id=”customWidthTitle”][vc_empty_space height=”100px”][vc_single_image image=”80506″ img_size=”full” alignment=”center” css=”” el_id=”medium-width”][vc_column_text css=”.vc_custom_1750742698587{margin-top: 10px !important;}” el_class=”image-caption” el_id=”medium-width”]© Villa Fortuna Agricoltura Sperimentale[/vc_column_text][vc_empty_space height=”100px”][vc_column_text css=”.vc_custom_1750742731546{margin-top: 100px !important;margin-bottom: 100px !important;}” el_class=”content-row-width”]Non più monoculture e fertilizzanti ma strati di piante differenti con differenti funzioni. Si parte da erbe e arbusti che hanno bisogno di poco per vivere e crescere; e dalle leguminose, “pioniere” che ospitano tra le loro radici alcuni batteri in grado di fissare l’azoto e di trasformarlo in sostanze assimilabili da altre organismi vegetali. Le piante si succedono nel tempo e nello spazio, finché la cooperazione, e di solito passa qualche anno, dà risultati apprezzabili, non solo in fatto di produzione di cibo ma anche in termini di rinnovata biodiversità. Il bello di questo modello è che si può esportare ovunque, anche in Europa.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”100px”][vc_single_image image=”80508″ img_size=”full” alignment=”center” css=”” el_id=”medium-width”][vc_column_text css=”.vc_custom_1750742768497{margin-top: 10px !important;}” el_id=”medium-width” el_class=”image-caption”]Ph © Daniele Cesano[/vc_column_text][vc_empty_space height=”100px”][vc_column_text css=”.vc_custom_1750742830244{margin-top: 100px !important;margin-bottom: 100px !important;}” el_class=”content-row-width”]Nelle immagini di Daniele Cesano, i terreni coltivati della fazenda brasiliana Mata do Lobo, vicino alla città di Rio Verde, nello stato di Goiàs, nel bioma Cerrado. L’attività dell’azienda agricola è da sempre la produzione di cereali in monocoltura per le multinazionali, ma vista la decrescita di produttività e profitti, Maria Vitoria Vasconcelos e il marito hanno trovato nell’agricoltura sintropica una valida alternativa, traendone indipendenza economica e intellettuale. Oggi le colture principali sono caffè, banane e cedro rosso australiano; ma ci sono anche molti altri alberi, per esempio Eucalyptus, Mango, Jambolão, oltre a diverse specie autoctone.
Fonti: news.un.org; wisesociety.it, italianeconlavaligia.com, op.europa.eu, corriere.it[/vc_column_text][vc_empty_space height=”100px”][/vc_column][/vc_row]